Genitori-figli tra scienza e latino

di LORENZO DI ROSA – Quanto ha ancora da dire la scienza all’uomo? Il Liceo Vida ha organizzato un ciclo di conferenze condotto dai docenti dello stesso istituto e con la partecipazione di alcuni ospiti proprio per rispondere a questa domanda. Una serie di incontri sono finalizzati a promuovere la validità e l’attualità del percorso di studi del Liceo Scientifico tradizionale.

Nella prima serata del 10 gennaio si è parlato del rapporto genitori-figli con il rettore del Liceo don Marco d’Agostini, la professoressa Vicenza Pisacane e Andrea Rossetti.
La professoressa Pisacane ha affrontato il tema partendo dalla genetica e dall’ereditarietà: temi non proprio alla portata di tutti, ma che possono risultare intriganti e addirittura rilassanti grazie anche alle nuove tecnologie e che, soprattutto, dovrebbero interessare ciascuno di noi visto che è dal DNA di madre e padre che prende forma la nostra persona.
Don Marco d’Agostino ha poi definito l’ importanza della letteratura e del latino anche allo scientifico attraversi tre parole chiave: osservare, prendersi cura, tenere dentro di sé la persona che si è ascoltato. “Oggi si è persa l’idea dei maestri che insegnano -ha spiegato il rettore del Vida- ma l’insegnante deve fare in modo che le persone lo ascoltino, come acccadeva per i greci, che ritenevano il maestro un secondo padre”.

Venerdì 17, in concomitanza con la Notte nazionale del Liceo Classico, si terrà il secondo appuntamento del ciclo “Lo scientifico che cura” dal titolo “Strabella”: con le docenti di arte e di matematica Anna Cecchini e Melania Fava si parlerà della questione del bello “in un tempo in cui l’estetica ha un ruolo chiave”. Ospite speciale della serata lo scultore veneziano Gianmaria Potenza.

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